giovedì 5 novembre 2009

“possono morire”

Il ministro della difesa, Ignazio La Russa, si esibisce ancora una volta alla TV pubblica, con il suo inconfondibile stile clerical-fascista. Dopo aver volgarmente insultato chiunque non la pensa come lui, il ministro ha detto che il crocifisso restera’ e ha aggiunto: “possono morire, loro e quei finti organismi internazionali che non contano nulla”. Virtu’ cristiane, senza dubbio.
Il “giornalista” Lamberto Sposini, dopo aver lasciato insultare i suoi ospiti e quegli “organismi internazionali” [nel caso di specie, la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo] alla fine si è steso a mo’ di zerbino e ha detto di essere d’accordo con La Russa. Ormai ogni commento sulla RAI e sui “giornalisti” italiani e’ superfluo.
E’ inutile aspettarsi che i pagliacci che occupano le istituzioni repubblicane intervengano. Il regime gode di ottima salute e – come nel racconto di Orwell, La fattoria degli animali – non si riesce piu’ a distinguere gli uomini dai maiali.




Io non sono contrario ai simboli religiosi. Per me i crocefissi potrebbero stare benissimo dove stanno, sempre che le pareti della scuola siano abbastanza solide da reggerne il peso. Ho visto cose peggiori appese in certe pareti, ve lo posso garantire. Se fossi cattolico, chiederei di definire meglio il concetto di “tradizione”, espresso anche dal ministro Gelmini. Davvero si crede che sia semplicemente un’usanza ormai acquisita, esporre nelle scuole il crocefisso? Se così fosse ci ritroveremo ad avere le aule delle scuole piene di ferri di cavallo, cornucopie, cornetti di corallo appositamente fatturati da Ciciriello o’mago di Pozzuoli.

Il fatto che sfugge è che il simbolo religioso è qualcosa che dobbiamo al Concordato tra Stato e Chiesa, ossia quella sorta di contratto capestro che Mussolini firmò illo tempore, e che non si capisce come venne anche ripreso dalla Costituzione Italiana. In merito alla religione, infatti, soltanto nel 1984 si mise mano agli articoli interessati, eliminando il concetto che la religione cattolica fosse la religione di stato, ma questa concessione che la chiesa fece all’epoca a Bettino Craxi, ci costò l’invenzione del pizzo dell’8 per mille.

Pertanto l’obiezione che il crocefisso nelle aule scolastiche sia semplicemente “una tradizione” non può far altro che sottolineare, ancora una volta, quanto sia profondo il pozzo dell’ignoranza dei ministri dell'attuale governo.

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